AL CONDOMINO MOROSO NON SI PUÒ SOSPENDERE L’ACQUA

Ma la cosa ben più grave è il rischio, con risvolti penali, in cui incorrerebbe l’amministratore là dove, potendolo tecnicamente fare, procedesse alla sospensione del servizio. La riforma del condominio, legge 11 dicembre 2012 n. 220, ha modificato, tra l’altro, il comma 3 dell’articolo  63  delle  disposizioni  di  attuazione  del  Codice  civile  che  prevedeva  i  casi  in  cui l’amministratore poteva sospendere i servizi ai condòmini in mora con i pagamenti delle spese condominiali. Il nuovo testo dispone ora che « In caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l’amministratore può sospendere il condòmino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato. » La possibilità di sospensione del servizio è possibile quindi al verificarsi contemporaneo delle seguenti condizioni: a) che ci sia una mora del condòmino? b) che la mora si sia protratta per almeno sei mesi c) che il servizio da sospendere sia un servizio comune d) che il servizio sia suscettibile di godimento separato. Le ipotesi concrete che si possono fare sono comunemente quelle relative al servizio di fornitura di acqua ai singoli attraverso un unico contatore con contratto unico intestato al condominio, quello del servizio centralizzato di riscaldamento ed altri simili. La  nuova  formulazione  del  testo  dell’articolo  63  sembrava  aver  semplificato  la …