NIENTE SENTENZA DI TRASFERIMENTO COATTIVO PER DIFFORMITA' DA CONCESSIONE E SENZA SANATORIA

Niente sentenza di trasferimento coattivo per l’immobile difforme da concessione e senza sanatoria

Non può essere pronunciata sentenza di trasferimento coattivo ex articolo 2932 del Cc non solo qualora l’immobile sia stato costruito senza licenza o concessione edilizia, ma anche quando l’immobile sia caratterizzato da totale difformità della concessione e manchi la sanatoria. Nel caso in cui, invece, l’immobile, munito di regolare concessione e di permesso di abitabilità, non annullati né revocati, abbia un vizio di regolarità urbanistica non oltrepassante la soglia della parziale difformità rispetto alla concessione, non sussiste alcuna preclusione all’emanazione della sentenza costitutiva, perché il corrispondente negozio di trasferimento non sarebbe nullo ed è, pertanto, illegittimo il rifiuto del promittente venditore di dare corso alla stipulazione del definitivo, sollecitata dal promissario acquirente. Così si è espressa la Suprema corte con la sentenza n. 28626 del 2017.

Sull’obbligo di concludere un contratto – Il giudice di legittimità ha più volte ribadito che, in tema di esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto, non può essere emanata sentenza di trasferimento coattivo in assenza di dichiarazione, contenuta nel preliminare, o successivamente prodotta in giudizio, sugli estremi della concessione edilizia, requisito richiesto a pena di nullità dall’articolo 17 della legge 47/1985. La relativa mancanza è rilevabile d’ufficio, anche in sede di legittimità se la soluzione della questione non richieda indagini non compiute nei precedenti gradi del giudizio e siano acquisiti agli atti tutti gli elementi di fatto da cui desumersi, atteso l’interesse pubblico all’ordinata trasformazione del territorio e le peculiarità della sentenza ex articolo 2932 del Cc. (Cassazione n. 8489/2016). Qualora, invece, il promittente alienante, resosi inadempiente, si rifiuti di produrre i documenti attestanti la regolarità urbanistica dell’immobile ovvero di rendere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui all’articolo 40 della legge 47/1985, deve essere consentito al promissario acquirente di provvedere a tale produzione o di rendere detta dichiarazione al fine di ottenere la sentenza ex articolo 2932 del Cc, dovendo prevalere la tutela di quest’ultimo a fronte di un inesistente concreto interesse pubblico di lotta all’abusivismo, sussistendo di fatto la regolarità urbanistica dell’immobile oggetto del preliminare di compravendita (Cassazione n. 23825/2009).

(Mario Piselli, Il Sole24ORE – Estratto da “Quotidiano del Diritto”, 22 gennaio 2018)

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